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vai valentina

    Dunque, rondini rondini, addio!

Dunque andate, dunque ci lasciate per paesi tanto a noi lontani.
È finita qui la rossa estate. Appassisce l’orto: i miei gerani più non hanno che i becchi di gru.

Dunque, rondini rondini, addio!

 Il rosaio qui non fa più rose.  Lungo il Nilo voi le rivedrete. Volerete sopra le mimose della Khala, dentro le ulivete del solingo Achilleo di Corfù.

Oh! se, rondini rondini, anch’io…

Voi cantate forse morti eroi, su quest’albe, dalle vostre altane,quando ascolto voi parlar tra voi nella vostra lingua di gitane,
una lingua che più non si sa.

Oh! se, rondini rondini, anch’io…

O son forse gli ultimi consigli ai piccini per il lungo volo. Rampicati stanno al muro i figli che al lor nido con un grido solo si rivolgono a dire: Si va?

Dunque, rondini rondini, addio!

Non saranno quelle che le case han murato questo marzo scorso,
che a rifarne forse le cimase strisceranno sopra il Rio dell’Orso, che rugliava, e non mormora più.

Dunque, rondini rondini, addio!

Ma saranno pur gli stessi voli; ma saranno pur gli stessi gridi;
quella gioia, per gli stessi soli; quell’amore, negli stessi nidi:
risarà tutto quello che fu.

Oh! se, rondini rondini, anch’io…

io li avessi quattro rondinotti dentro questo nido mio di sassi!
ch’io vegliassi nelle dolci notti, che in un mesto giorno abbandonassi alla libera serenità!

Oh! se, rondini rondini, anch’io…

rivolando su le vite loro, ritrovando l’alba del mio giorno, rimurassi sempre il mio lavoro, ricantassi sempre il mio ritorno,
mio ritorno dal mondo di là!

Giovanni Pascoli – Addio! (1903, in Canti di Castelvecchio)                                                                                                                      

CHIUSO

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